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"Regina di fiori e di perle" di Gabriella Ghermandi

"Parlare di qualcuno equivale a renderlo ospite. Ospite delle proprie parole. E da noi l'ospite è sacro."


Il cammino di Mahlet (il cui nome sta per "il significato di quella volta") è destinato a intrecciarsi con le favole di chi ha abitato la Storia. La curiosità infantile, il "solletico interiore", hanno ceduto il posto al silenzio: la violenza delle "cose dei grandi" impone un quieto distacco a chi vuole resistervi. Ma un'antica promessa l'attende, e dal passato si solleva un coro maestoso, per cantare la propria guerra, per affidarla a una nuova voce.

"Io, venditore di elefanti. Una vita per forza fra Dakar, Parigi e Milano" di Pap Khouma, con Oreste Pivetta

"Tanti si sono ritrovati lungo la stessa discesa. Lui è scivolato fino in fondo. Altri scivolano un poco, poi si aggrappano, si fermano, scivolano ancora, magari risalgono, lottano però e riescono a non precipitare."

Quando non sappiamo capire una sensazione, ci affidiamo al vocabolario: la parola scritta in un certo senso ci rende capaci di comprendere, di sentire ciò che un attimo prima ci era ignoto. Alla voce "bisogno", scopriamo allora che questo termine rimanda alla mancanza di qualcosa. È un vocabolo, quindi, che dietro di sé prefigura il vuoto, l'assenza: non indica, non rappresenta, bensì evoca.